Gnocco fritto – Emilia mon amour

Ormai a casa il mercoledì si mangia emiliano, niente da fare, non riusciamo a smettere!

Lo scorso mercoledì pensavo di aver scritto l’ultima ricetta dedicata al progetto delle ragazze di Muffin e dintorni, un e-book di ricette emiliane i cui proventi andranno ad un’azienda agro-alimentare che ha subito danni nel recente terremoto che ha piegato, ma non spezzato l’Emilia.

Niente, sono nuovamente e felicemente nella mia cucina a preparare un’altra ricetta, oserei dire goduriosa:

gnocco fritto per tutti!

Non vi nascondo una certa preoccupazione nel vedere che, mercoledì dopo mercoledì, nessuno si filava lo gnocco fritto, ma come potevamo lasciarlo indietro?

Lui, gnocco fritto, tenero rombo gonfio, umile compagno di tavola, amico sincero del salume, della mortazza, del crescione e anche dei sottaceti, l’abbiamo lasciato indietro, forse per troppo amore.

Dopo la sfida del borlengo, la rapida bontà dell’involtino, sono arrivata al nazional-popolare gnocco fritto.

Mi sono resa conto di aver scelto ricette che evocano nella mia testa allegria, pienezza, avvolgenza… ecco come vedo gli emiliani.

Per voi, un gnocco fritto, da una umile e ammirata piemontese con sangue di Marzabotto.
Viva l’Emilia!

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Ingredienti per 4 persone o 2 ben disposte

  • 250 gr di farina 00
  • 12,5 gr di lievito di birra (mezzo cubetto) / mezza bustina di quello secco
  • 15 gr di strutto
  • 0,6 dl di latte
  • 0,75 dl di acqua frizzante
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • olio per friggere

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Procedimento

Sciogliere lo lievito nell’acqua e nel latte intiepiditi, setacciare la farina e impastare insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere un pallina liscia e omogenea.

Coprire l’impasto e lasciarlo riposare in luogo tiepido per 2 ore.

Stendere l’impasto con uno spessore di circa 2 mm e formare dei rombi. In una padella scaldate abbondante olio e friggere lo gnocco fritto fino a dorare entrambe i lati.

Asciugare dall’olio in eccesso su un panno da cucina, salare leggermente e servire ben caldi.

Sbagliando si impara

La ricetta non è mia, l’ho letta sul giornale Cucina Moderna.

La cottura ideale sarebbe quella ad immersione, ma in mancanza di una friggitrice va bene anche una padella un pò panciuta.

Non avendo lo strutto ho optato per il burro, ho fatto bene? Emiliani, cosa ne dite?

About Anna Buganè

28 anni, nata e cresciuta ad Alba. Ho frequentato la scuola alberghiera, ho iniziato a lavorare da Ggiovane, ho risposto a molti telefoni, consegnato chiavi in alberghi, portato tanti piatti ai tavoli, lavato e asciugato migliaia di bicchieri, cominciato (per il momento accantonato) l’università, venduto di tutto: calze, mutande, borse, viaggi, voli, vacanze. Ho cucinato nelle case dove sono vissuta o passata, nella cucina dove ho lavorato.
Tutta questa cucina l'ho messa in un blog: cucinaprecaria.it

Comments

  1. francesca rognone says:

    Detto, fatto!
    (lo gnocco fritto, voglio dire).Dopo avere letto la ricetta e soprattutto la tua accattivante presentazione, l’ho
    presentato con successo il 4/10.Molto piaciuto! Anche la preparazione ha un qualcosa di tenero,lo consiglio a tutti.Con affetto (anche nel senso del salume) :)

    • yeeee!
      bon, ho riso 2 minuti per “con affetto”.
      vivo lo gnocco fritto e tu che mi hai fatta ridere il lunedì mattina presto.
      grazie per aver provato la ricetta :-)
      anna

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