1 Maggio

Ho 26 anni, sono una giovane donna.

Precaria.

Attualmente ho un contratto part-time della durata di 6 mesi.

E’ l’ultimo, dei molti contratti a scadenza che ho firmato: stage, apprendistato, contratto a progetto, contratti a chiamata.

Non voglio aggiungere niente alle storie, alle emozioni, alla rabbia, di molti lavoratori giovani e non che come me lottano ogni giorno per stare a galla, per non perdere la dignità.

Quando ero piccola non immaginavo questa vita per me, a 26 anni avrei già dovuto avere un lavoro stabile che mi rendesse felice e orgogliosa, un marito, 3 figli, cane, camper, etc.

D’accordo, a 5 anni pensavo che si diventasse anziani a 20.

Dico solo che è dura alzarsi la mattina e tradire ogni giorno un pò se stessi, per aver accantonato o si spera solo rimandato, i sogni di infanzia, i progetti di una vita.

Ho paura quasi sempre di non farcela, di non trovare la strada, di dover costantemente scendere a compromessi (con le mie aspirazioni) per poter pagare tutto quello che c’è da pagare.

Ho paura perchè siamo in tanti e tra pochi anni saremo noi giovani a dover far girare l’economia e a parte le palle non ho niente da far girare.

Ho paura per chi non ha tutta la vita davanti, per chi ha una famiglia da mantenere, per chi si sente schiacciato e non ce la fa.

Ho paura per chi lavora senza sicurezza.

Sono triste per i miei amici, per la mia generazione che fa fatica a sperare.

Sono arrabbiata perchè vorrei sentirmi meno abbandonata.

Ma non era la nostra cara Italia, una Repubblica fondata sul lavoro?

Il primo maggio, festa del lavoro, continuare a lottare e sperare, un omaggio alle donne, alle giovani donne che lavorano.

About Anna Buganè

28 anni, nata e cresciuta ad Alba. Ho frequentato la scuola alberghiera, ho iniziato a lavorare da Ggiovane, ho risposto a molti telefoni, consegnato chiavi in alberghi, portato tanti piatti ai tavoli, lavato e asciugato migliaia di bicchieri, cominciato (per il momento accantonato) l’università, venduto di tutto: calze, mutande, borse, viaggi, voli, vacanze. Ho cucinato nelle case dove sono vissuta o passata, nella cucina dove ho lavorato.
Tutta questa cucina l'ho messa in un blog: cucinaprecaria.it

Comments

  1. Sono assolutamente d’accordo con te. Anche io ho fatto la stessa riflessione qualche settimana fa sul mio blog in vista del mio 30simo compleanno.
    E’ triste trovarsi a questa età “in ritardo” con i bisogni naturali..una famiglia, un figlio ….una casa… però a meno di non essere sprovveduti (a mio avviso) non si può che attendere.
    Io personalmente al momento ho un contratto determinato di sostituzione maternità. :) a gennaio finirà tutto anche per me, magari ci troviamo insieme da qualche parte per un caffè precario che dici?! :D ahhaah!

    • caio!
      che ridere, ho letto il tuo profilo e mi sono trovata nei tuoi panni..a parte per i motori, sono la classica donna al volante pericolosa che non parcheggia in retro! anche tu come sogni nel cassetto sei bella piena! dai che man mano lo svuoteremo questo cassetto..anche da quei sogni a cui siamo legate e che non sono altro che una zavorra che non ci permette di andare avanti!
      io scado a settembre…ma vediamoci pure per un caffè precario! :-)

  2. Manuela says:

    Virtualmente ti abbraccio, perchè a 34 anni vivo ancora come te…mi son permessa i tre figli grazie al lavoro di mio marito,ma questo non mi consola.
    Non mi consola l’idea che nemmeno mio padre abbia deciso di farmi un contratto decente (e qusto la dice lunghissima su come considerano il nostro lavoro)e il perchè in fondo non l’ho ancora capito.
    Mi intristisce quanto te che a 34 anni io abbia una lunghissima collezione di microlavori in cui mi sono buttata anima e corpo: dalla cameriera, all’accompagnatrice di bambini su pony, il tutto corredato di un’interessantissima laurea di cui nessuno vuol sentir parlare.
    E mi fa una rabbia infinita, perchè si accetta tutto questo mentre butti un’occhiata alla lista delle cose da pagare…Passerà?
    Buon primo maggio (o MayDay!MayDay!)
    :)
    Manu

  3. Ti dico solo che anche io ho 26 anni e detto questo non credo non ci sia molto da aggiungere.
    Un abbraccio grandissimo coetanea.

  4. Speriamo che le parole di Letta di quest’oggi si trasformino in fatti e che la disoccupazione giovanile diventi veramente il problema principale da risolvere. Nel frattempo non posso che fare a te i miei migliori auguri! Purtroppo queste oggi sono le parole della maggior parte dei giovani. E c’è da stare davvero poco allegri!

    • Cara Silvia,
      l’unica strada possibile è continuare a lavorare sulla propria felicità! questo il mio obbiettivo e questa la meta verso cui impegno tutte le mie forze. sarebbe però ora di ricevere tutti quel meritato e dovuto sostegno dello stato. Sono convinta, nel profondo, che ci sia la strada da percorrere, speriamo di trovare il coraggio.
      un abbraccio silvia.

      anna

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