OrTIAMO – Orto in balcone

Piccola anteprima dell'orto in cassetta

Piccola anteprima dell’orto in cassetta

Orto urbano, orto in cassetta, orto sul balcone, orto verticale, orizzontale, parallelo o perpendicolare, chiamatelo come volete ma se comincerete non potrete più farne a meno, quindi cominciate per piccolo e grande che sia il vostro balcone!

Come già raccontato lo scorso anno sogno la vita in campagna e un orto in terra, ma al momento sono felice di avere un terrazzo grande abbastanza per sfogare la mia voglia di verde; essendo però una contadina-civilizzata devo subito confessare che 2 giorni di orto sul balcone mi hanno distrutta.

Guarda che la terra sta in basso!

mi ha detto il mio guru del’orto e io giovane e spavalda ho fatto la brillante, ora ho molto male, ovunque.

OrTIAMO è il mio nuovo verbo preferito, come si fa a non amare l’orto con tutto l’amore che il concetto contiene?

Infatti sono caduta innamorata di questa pratica che fa tanto Michelle Obama dei poveri ma che tanto mi appassiona, il primo anno è stato tutto un sperimentare, qualche soddisfazione è stata raccolta ma anche qualche delusione, quest’anno sento la responsabilità dell’esperienza accumulata e voglio fare meglio. Quindi?

  • Orto nel cofano?

    Orto nel cofano?

    Ho ridotto la varietà in favore della quantità;

  • Ho verticalizzato l’orto sfruttando gli spazi al meglio;
  • Ho sperimentato con i semi economizzando e sono andata sul sicuro comprando i “piantini” (più cari) delle varietà più produttive (fragole, peperoncino, etc)
  • meno fiori e più aromatiche, insomma se non si mangia o non serve a condire non lo voglio!
  • arruolati un mirto, un incenso e un acero!

Credo molto nelle possibilità del mio orto, nonostante le reticenze del vivaista e dei contadini veri che non sono mai convinti della buona riuscita del mio progetto. Mi raccomando, seguitemi perchè vi racconterò nel dettaglio come incominciare la vostra avventura!

About Anna Buganè

28 anni, nata e cresciuta ad Alba. Ho frequentato la scuola alberghiera, ho iniziato a lavorare da Ggiovane, ho risposto a molti telefoni, consegnato chiavi in alberghi, portato tanti piatti ai tavoli, lavato e asciugato migliaia di bicchieri, cominciato (per il momento accantonato) l’università, venduto di tutto: calze, mutande, borse, viaggi, voli, vacanze. Ho cucinato nelle case dove sono vissuta o passata, nella cucina dove ho lavorato.
Tutta questa cucina l’ho messa in un blog: cucinaprecaria.it

Comments

  1. Anche noi abbiamo cominciato l’avventura dell’orto sul balcone! C’è un qualcosa di quasi terapeutico dell’occuparsene, che poco ha a che vedere con economia e pensiero ecologico.
    Davvero una bella avventura, la seguirò con interesse!
    F.

    • Fabrizio, effettivamente l’orto in balcone non risolve le sorti economiche di una famiglia, anche piccola come la mia (io, compagno di merende e cane) ma come dici tu è terapeutico e a tratti mistico.
      lo considero una prova generale e un momento prezioso della giornata.
      teniamoci aggiornati.

      anna

  2. luca vola says:

    eh…a chi lo dici che la terra è bassa!! :) ma un pò di orticoltura andrebbe addirittura insegnata ai bambini nelle scuole secondo me…è magica, è salutare, è sostenibile e, perchè no, potrebbe sempre tornare utile! oltre al reddito di cittadinanza fossi un politico proprorrei di assegnare a ciascuno un piccolo appezzamento di terra da accudire..le persone sarebbero davvero diverse. l’agricoltura è estremamente faticosa e poco redditizia, ma è un lavoro unico e tutto da scoprire…

    • luca..la tua terra è più in basso della mia…e forse ne hai qualche ettaro in più :-)
      anche io penso che tutti i bambini dovrebbero imparare l’arte dell’orto…è educativo e costruttivo…imparare da dove arrivano le cose insegna a rispettarla anche di più.

  3. Cristiana says:

    Noi a scuola, con i nostri bambini, l’orto lo facciamo

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